Poste Italiane e perdite di tempo

Quando le Poste Italiane erano di stato, funzionavano abbastanza bene, anche perchè si occupavano solamente di posta, pacchi, bollettini di pagamento, e libretti di piccolo risparmio.

Un bel giorno il governo decise di privatizzare P.I. con la motivazione che le strutture statali funzionano male e che "privato è meglio". In questo modo quello che era il parcheggio degli impiegati statali è diventato il parcheggio degli amici degli amici.

Nel frattempo, pero', con l'avanzare dell'uso delle email, dello home banking e di tanti servizi online, P.I. si è trovato in difficoltà perchè ormai il volume della posta ordinaria si è grandemente ridotto, e i guadagni di P.I. si sono ridotti al lumicino. La soluzione manageriale è stata, giustamente, quella della diversificazione.

E così oggi Poste Italiane offre una serie di servizi (tra cui i conti correnti bancari) al vasto pubbblico. Ma chi è il "vasto pubblico" di P.I. ?

Il vasto pubblico è composto da tutti quelli che non sono in grado di effettuare operazioni informatiche, e che non conoscono tutte le novità che offre il web, cioè gente che non usa home banking, non ha una carta di debito/credito per pagare online, e non utilizza le email. E si tratta di tantissime persone, prevalentemente anziani (sia detto senza offesa) o di giovani in difficoltà.

Il risultato è che queste persone, quando vanno allo sportello per fruire dei servizi, ci mettono un sacco di tempo per farsi spiegare praticamente tutto. E, nonostante le spiegazioni, molte volte non capiscono perchè, se capissero, non andrebbero all'Ufficio Postale e utilizzerebbero i servizi online.

Pertanto andare alle P.I. per qualsiasi motivo si traduce in una perdita di tempo considerevole.

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